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Se fossi americano ...

Mi sto chiedendo, se fossi americano, per chi voterei il 6 novembre Tra democratici e repubblicani, se considero le battaglie per i diritti civili, non avrei dubbi: democratico. Non che sotto le amministrazioni repubblicane siano avvenute marce indietro, l’America è sempre il paese delle libertà ‘in progress’, non dimenticherò mai che le nostre radici iniziarono a diventare frutti a Stonewall, e che il moderno movimento gay ha un debito grandissimo verso quella cultura. Obama poi ama gli stessi film che amo anch’io – o almeno credo – voteranno per lui attori e attrici che stimo, scrittori che leggo e amo,  ha poi dichiarato di essere favorevole al matrimonio gay (anche se prima non ne era convinto, ma poi ‘ha capito’, così ha detto) il che rappresenta in una campagna elettorale un avvenimento straordinario. Insomma, avrei tanti buoni motivi per votarne la rielezione. Invece, se fossi americano, voterei Mitt Romney, e spiego perché sceglierei il candidato repubblicano. Lo voto proprio a partire dal mio essere omosessuale, perché la mia speranza di vivere in una società sempre meno ingiusta, sempre più aperta al riconoscimento delle eguaglianze, può esistere solo se rimangono forti i valori democratici che hanno caratterizzato le società occidentali negli ultimi decenni. Valori che si sono potuti realizzare nelle nostre società soltanto grazie alle istituzioni democratiche che abbiamo contribuito a conquistare. Qualcuno obietterà, e allora ? non è meglio che quei valori proseguano il loro cammino sotto la guida di Obama invece che di Romney ? Purtroppo le cose sono un po’ più complicate di come ci vengono presentate. La nostra epoca sta affrontando un pericolo globale senza che le nostre società occidentali se ne rendano conto. L’islam, che non è una religione come le altre, ma è allo stesso tempo una ideologia politica, ha come obiettivo la conquista del mondo non ancora musulmano, come negli anni ’30 Adolf Hitler si era proposto – anche lui – la conquista del mondo, sottomesso a un regime nazista universale. Se l’impresa non gli riuscì, fu grazie all’entrata in guerra degli Stati Uniti. Ma mentre Hitler preparava i suoi folli piani, le democrazie ne sottovalutavano il pericolo, è un matto, dicevano, il valore da salvare è la pace, quei pochi che avevano previsto il futuro, venivano giudicati guerrafondai, i loro allarmi furono ignorati. Oggi la storia si ripete, l’Iran sta per avere l’arma nucleare, minaccia di distruggere Israele, afferma che i suoi missili possono raggiungere anche gli Usa, la stessa Europa è  minacciata, ma –tranne Israele- le altre democrazie si ostinano a non capire quale sarà – tra qualche decennio- il nostro futuro. Oggi, nei paesi musulmani, noi omosessuali veniamo condannati a morte, impiccati in Iran, uccisi a bastonate in Uganda o in Iraq,minacciati in tutti gli altri, ma sembra che la cosa non ci riguardi, non scriviamo il nostro orrore ai giornali, non protestiamo con i vari partiti che ignorano quello che sta avvenendo. Siamo – di fatto – complici. Soprattutto non ci rendiamo conto che tutte le nostre libertà saranno cancellate il giorno in cui le legge islamica penetrerà nelle nostre società. Sta già avvenendo in Europa, ma nessuno ne parla. Obama, in questi quattro anni di presidenza, non posso dire se per cecità o malafede, ha instaurato con il mondo musulmano un rapporto basato sulla ignoranza delle reali intenzioni dei governi islamici. Ha cancellato l’aiuto che prima l’America faceva arrivare ai dissidenti, condannando quei giovani coraggiosi a morte certa. Ha aperto un dialogo con nuovi dittatori che approfitteranno della debolezza dell’America per diffondere ideologie repressive nelle nostre società attraverso l’immigrazione islamica, che non solo non si integra, ma dichiara apertamente di condannare i nostri costumi. Sono bastati i suoi quattro anni di presidenza per suscitare nei nemici delle libertà democratiche la sensazione che il dominio mondiale dell’islam non ha più davanti a sé alcun ostacolo.

Quale vantaggio avrò – avremo – dalla rielezione di Obama ? forse,nel breve termine, ci sembreranno più vicine le nostre speranze, ma sarà una illusione di breve durata. Negli equilibri mondiali era l’America a garantire la libertà e la democrazia, con una America forte i nemici della libertà venivano sconfitti. Con la politica di Obama saranno loro a prevalere. Le nostre conquiste verranno cancellate, la società che verrà sarà simile a quelle islamiche, la fine di tutto.
Per questo, se fossi americano, voterei Mitt Romney, perché non ho mai dimenticato che Khomeini liberò i diplomatici americani, catturati senza che il Presidente Carter avesse il coraggio di intervenire, solo il giorno dopo che Reagan vinse le elezioni sconfiggendo l’Obama di allora. I nemici si sconfiggono anche solo con un gesto di forza, come fece Reagan. Voglio quell’America, che ci ha sempre garantito libertà e progresso, permettendoci di vivere in una società democratica. Per questo vorrei Mitt Romney alla Casa Bianca.

 

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