Quale acqua bere in base alle sue caratteristiche?

Non tutti i tipi di acqua hanno lo stesso sapore, né hanno tutte la stessa composizione a livello di sali minerali. Quel che è certo è l’acqua che offre vari benefici per la salute: scegliere quella più appropriata è un bene per la nostra salute.

I vari tipi di acqua minerale hanno un fattore comune: sono libere sia da elementi chimici che dai microbi. Ma la loro composizione minerale varia a seconda del tipo di roccia attraverso cui filtra e del tempo, della profondità e della temperatura durante il suo viaggio nel sottosuolo.

Inoltre la sua composizione è consultabile sulle etichette delle bottiglie, il che ci consente di scegliere quella più adatta alle nostre esigenze.

E l’acqua del rubinetto? Essa proviene in gran parte dall’acqua piovana che raggiunge i bacini idrici e gli impianti di trattamento. È potabile dato che rispetta scrupolosamente le norme di sicurezza e, quindi, non è dannosa per la salute, anzi.

Il suo sapore, che può essere più o meno gradito in base ai gusti, varia a seconda delle zone.

Composizione diversa, beneficio diverso

La diversa composizione minerale dell’acqua influenza il nostro organismo nelle varie fasi di vita. Queste sono alcune varietà di acqua ed i principali benefici per la salute che forniscono:

Durante l’infanzia:

  • L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) raccomanda l’uso di acqua minerale naturale in bottiglia nei bambini, che dovrebbero bere 0,6 litri al giorno nel primo anno di vita e 1,8-2,6 litri nell’adolescenza.
  • L’acqua minerale naturale è la bevanda non nutritiva che dovrebbe accompagnare il bambino sia durante i pasti che al di fuori di essi, come sana abitudine di vita che previene il sovrappeso e l’obesità.
  • La composizione chimica stabile e nota permette al pediatra di indicare determinate marche in base alla concentrazione di sodio, calcio e fluoro, principalmente.
  • L’acqua minerale naturale non habisogno di essere bollita per preparare le pappe nel primo anno di vita, poiché è di origine pura.

Nelle donne:

  • L’acqua minerale naturale svolge un ruolo fondamentale in gravidanza, favorendone il corretto sviluppo, o durante l’ allattamento , preservando la quantità e la qualità del latte materno.
  • Il corretto consumo di acqua durante la menopausa , oltre a ridurre gli effetti dell’invecchiamento su pelle e ossa, mantiene il peso corporeo.
  • Bere acqua minerale, ad esempio acque ricche di selenio, aiuta ad aumentare i livelli di antiossidanti, riducendo gli effetti dannosi sulla pelle. Questa abitudine è più importante in menopausa poiché il calo degli ormoni provoca pelle secca.
  • Nutrienti come fluoro, calcio, fosforo e magnesio agiscono sulle ossa e aiutano nella prevenzione dell’osteoporosi .

Negli adulti, in generale:

  • L’acqua minerale controlla l’ipertensione arteriosa nelle diete povere di sodio.
  • Le acque ricche di calcio, magnesio e solfati sono consigliate per la prevenzione cardiovascolare dato che agiscono sul metabolismo, riducendo il rischio di coagulazione del sangue e malattie cardiache fatali.
  • Le acque bicarbonate sono le più indicate nei casi di diabete , in quanto producono una risposta glicemica inferiore

Negli anziani:

  • È importante in questa fase avere un apporto nutritivo e, soprattutto, un livello di idratazione costante.
  • Negli anziani c’è una diminuzione della percezione della sete nonostante abbiano necessità di un buon apporto di acqua.
  • Conviene insistere sulla necessità che essi bevano acqua, anche se non avvertono la sete, in maniera graduale durante la giornata.

Dunque abbiamo bisogno di bere della buona acqua, ben bilanciata, in tutto l’arco della nostra vita. Eccezion fatta per i neonati, i quali necessitano di un’acqua particolarmente leggera, possiamo avere tutta la buona acqua di cui abbiamo bisogno direttamente dal rubinetto di casa.

È preferibile infatti scegliere il miglior depuratore acqua per la propria abitazione per avere la certezza che questa non presenti impurità, microbi o batteri. Inoltre non avremmo così più nemmeno il problema del dover trasportare  le pesanti bottiglie dal supermercato, ottenendo infine un considerevole risparmio considerando la differenza di prezzo al litro.

Come funzionano i compressori a vite?

In un compressore a pistoni, l’aria viene prima racchiusa in un cilindro e viene poi compressa, riducendo il suo volume grazie allo spostamento di un pistone. In un compressore a vite, il lavoro di compressione è invece svolto dall’elemento rotante a vite, che è composto da due rotori (uno maschio e uno femmina).

Quando il compressore a vite si avvia, l’aria raggiunge l’elemento attraverso la valvola di aspirazione e riempie lo spazio tra i due rotori.

Ma lo spazio tra i rotori diminuisce progressivamente mentre ruotano in direzioni opposte.

In altre parole: il volume dell’aria diminuisce gradualmente mentre passa attraverso i rotori, quindi quando raggiunge la luce di scarico ha già aumentato la sua pressione, ed è già diventata aria compressa.

La pressione di un compressore a vite

Il rapporto di pressione in un compressore a vite è fisso, ciò significa che la pressione dell’aria compressa prodotta dipenderà dalla lunghezza dell’elemento, dal passo della vite e dalla bocca di mandata. La massima efficienza si ottiene quando il rapporto di pressione dell’elemento corrisponde alla pressione di esercizio richiesta.

I vantaggi

Uno dei vantaggi dei compressori a vite rispetto ad altre tecnologie è che generalmente non sono dotati di valvole e non hanno forze meccaniche che causano squilibri. Possono funzionare con un’elevata velocità dell’albero e garantire un’elevata portata con dimensioni compatte. I cuscinetti, invece, sono responsabili dell’assorbimento della forza assiale prodotta dalla differenza di pressione tra l’ingresso e l’uscita dell’aria.

I compressori a vite funzionano a temperature più basse rispetto ad altri tipi di compressori, consentendo loro di raggiungere il 100% dei cicli di lavoro. Inoltre generano meno rumore e vibrazioni e si consumano meno, quindi la loro vita utile è più lunga. Inoltre, sono più affidabili, robusti ed efficienti dei compressori a pistoni.

Ecco perché sono tante le aziende che stanno adottando questo tipo di soluzione, o che stanno cercando direttamente dei buoni compressori industriali usati.

Compressore a vite lubrificato ad olio

In alcuni compressori a vite, il liquido viene iniettato nella camera di compressione e talvolta anche nei cuscinetti. La funzione di questo liquido è quella di raffreddare e lubrificare le parti mobili dell’elemento, raffreddare internamente l’aria compressa prodotta e ridurre al minimo le perdite di ritorno all’aspirazione.

Sebbene l’olio sia il liquido più comune per lubrificare queste macchine (soprattutto per le sue proprietà di lubrificazione e tenuta), vengono iniettate anche altre sostanze come acqua o polimeri.

Compressore a vite libero

I primi compressori a vite avevano un profilo simmetrico e non utilizzavano alcun tipo di liquido di raffreddamento nella camera di compressione. All’inizio furono battezzati come “viti senza olio” o “a secco”. Tuttavia, i moderni compressori a vite “oil-free” hanno profili asimmetrici, una caratteristica che migliora notevolmente l’efficienza energetica e aiuta a ridurre le perdite interne.

Compressore a vite a velocità variabile

Quando parliamo di compressori a velocità variabile, intendiamo compressori in cui la velocità del motore viene regolata automaticamente in base alla richiesta di aria compressa. Quelli a velocità fissa, invece, sono limitati a due stati: spento o a piena velocità. Queste sono alcune delle principali caratteristiche dei compressori a velocità variabile rispetto ai compressori tradizionali:

I compressori a velocità variabile consumano energia solo quando è veramente necessario.

Inoltre migliorano la produttività, dato che funzionano alla velocità ottimale per ogni applicazione, riducendo gli errori e aumentando le prestazioni complessive del sistema.

La durata dei compressori a velocità variabile è anche più lunga, perché queste macchine vengono semplicemente utilizzate in modo più efficiente. Hanno una migliore protezione dai sovraccarichi elettrotermici, cadute di tensione, sovratensioni…e consentono avviamenti del carico più morbidi.

Inoltre i tempi di fermo macchina sono più brevi, perché essendo la macchina meno soggetta a usura, necessita di meno manutenzione e questa può essere programmata al di fuori dei picchi di utilizzo.

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Autopalpazione del seno: cosa è?

L’autopalpazione del seno è una importante tecnica da molti considerata come il primo tipo di prevenzione per quel che riguarda il tumore del seno.

Si tratta di un test che la paziente può fare su se stessa autonomamente a casa, e che consente di percepire anche un piccolo cambiamento del proprio corpo, ed in particolare riferimento nelle mammelle, rispetto il solito.

È consigliabile eseguire questo tipo di pratica circa una settimana dopo il termine delle mestruazioni, dato che queste sono in grado di alterare alcuni aspetti dei tessuti della ghiandola mammaria.

Cosa si può scoprire con l’autopalpazione?

Tramite l’autopalpazione del seno è possibile andare a notare ogni tipo di piccolo cambiamento nel seno, il che può rappresentare un campanello d’allarme. Spesso infatti, si può scoprire la presenza di un tumore tramite la percezione al tatto di un nodulo.

Si tratta di noduli che non fanno male ma sono comunque palpabili facilmente con le dita. Bisogna osservare con attenzione anche le sembianze del capezzolo il quale può ad esempio diventare più sporgente o al contrario ritirarsi ed eventuali alterazioni della pelle all’altezza del seno.

Effettuare questo tipo di controllo serve già a scoprire in anticipo diverse patologie, non ultima il cancro al seno, e se si ha questo tipo di sospetto è bene contattare rapidamente un senologo per fissare una visita di controllo.

Cosa è il tumore al seno

Il tumore al seno è la patologia maggiormente diffusa tra le donne. Si tratta della crescita anomala di cellule che fanno parte del seno, che determinano la crescita di una massa tumorale al suo interno. Come anche per altri tipi di tumori, la sua origine può essere benigna o maligna.

Nel secondo caso si tratta di una patologia chiaramente più pericolosa che può coinvolgere anche i tessuti che sono in prossimità della ghiandola mammaria o anche altre zone del corpo. Per questo motivo diventa importante ricevere velocemente una diagnosi, ed in questo caso lo specialista potrà indicare con precisione gli esami strumentali da effettuare per avere la certezza.

Quali sono le possibilità di cura?

Le possibilità di cura e guarigione dipendono chiaramente dal momento in cui questo si va di individuare, se in tempo oppure in ritardo, ed all’esatta tipologia di tumore al seno che si è presentata. Esistono dei trattamenti che riguardano ad esempio la chirurgia, ma anche la radioterapia, la chemioterapia e le terapie biologiche.

Questi metodi terapeutici possono essere adoperati da soli o contemporaneamente agli altri, in base delle valutazioni che fa lo specialista circa le condizioni del paziente ed il progredire della malattia.

Come si effettua l’autopalpazione?

L’autopalpazione si effettua in posizione eretta posizionando il braccio esattamente dietro la nuca. In questo momento il seno va esaminato descrivendo piccoli cerchi con i polpastrelli centimetro dopo centimetro.

Si va dunque a effettuare una leggera pressione per andare a percepire eventuali noduli del seno. Si va dopodiché ad affettare la palpazione del cavo ascellare senza tralasciare tutta la zona circostante. Lo stesso tipo di manovra va effettuata anche mettendosi in posizione supina con il braccio piegato sotto la testa.

Nel caso in cui si abbia anche il minimo dubbio o si pensa che possa esservi una sorta di corpo estraneo o comunque qualsiasi tipo di anomalia nel seno, è bene contattare il medico di fiducia o direttamente uno specialista per un esame più approfondito.

Se invece non si riscontra alcun tipo di anomalia, è bene comunque ricordare che questo tipo di esame sul proprio corpo va ripetuto almeno una volta al mese ed è comunque importante sottoporsi ad una visita senologica almeno una volta l’anno.

Come fare manutenzione in giardino durante tutto l’anno?

Oggi il nostro partner Vivai Colleoni di Palazzago, leader e punto di riferimento nel bresciano per la progettazione e manutenzioni di giardini ed aree verdi, ci fornisce qualche utile consiglio. Prendersi cura di un giardino significa dover apportare continuamente degli interventi di manutenzione al fine di garantire alle piante, agli alberi ed al prato le cure adeguate nel corso dell’anno per evitare che possano ammalarsi o deteriorarsi. Per questo motivo è importante acquisire le informazioni di base che consentono di mettere in pratica una manutenzione giardini efficace e che serva a rendere il proprio giardino un luogo estremamente piacevole.

Per curare adeguatamente il giardino ci sono delle cure che vanno apportate tipicamente in specifici periodi dell’anno. In inverno ad esempio è bene mettere in pratica tutti quegli interventi che consentono di prevenire eventuali danni dovuti alle basse temperature. In estate è invece bene fare in modo che le piante non soffrano particolarmente le alte temperature tipiche del periodo estivo così come l’umidità e l’insorgere di eventuali parassiti.

Manutenzione del giardino in estate

Le temperature torride e l’alta umidità che caratterizzano il periodo estivo mettono a rischio la salute di ogni giardino soprattutto a causa delle malattie fungine che si presentano in questi mesi dell’anno, così come la presenza di alcuni parassiti che proprio grazie al calore riescono a proliferare in questo periodo.

Per questo motivo è bene effettuare una corretta irrigazione, ovvero dare la giusta quantità di acqua (né troppa né poca), e soprattutto andare ad annaffiare nel momento giusto della giornata, ovvero al mattino o al tramonto per evitare che l’acqua evapori troppo velocemente.

Manutenzione del giardino in inverno

Il rigido clima invernale richiede necessariamente alcuni interventi da parte nostra per proteggere prato e piante dal freddo eccessivo e preparare al meglio il nostro giardino all’arrivo della Primavera. In tal senso una delle prime cose da fare è rimuovere le foglie cadute dagli alberi mediante un apposito rastrello. Questo è importante perché se le foglie iniziano a macerare vanno a creare delle condizioni favorevoli per l’insorgere di dannosi funghi.

Per quanti vivono invece in zone particolarmente fredde, nelle quali in inverno nevica abbondantemente, è consigliato di adoperare specifici teli realizzati con la microfibra di cotone, che una volta adagiati sul prato consentono di coprirlo nei giorni più freddi proteggendolo così dalle gelate.

Questi sono soltanto alcuni consigli che possono essere utili per prenderti cura del tuo giardino, in estate così come in inverno.

Il commercio agroalimentare nella Ue a +6,1% nei primi nove mesi 2021

Gli ultimi dati sul commercio agroalimentare della Ue indicano che nei prmi nove mesi del 2021 le esportazioni sono aumentate dell’8%, attestandosi a 145,2 miliardi di euro, mentre l’aumento registrato dalle importazioni è del 3,5% rispetto ai primi 9 mesi del 2020, una crescita che ha permesso di raggiungere un fatturato complessivo pari a 94,2 miliardi.
Tra le esportazioni e le importazioni nel periodo da gennaio a settembre 2021 il valore totale del commercio agroalimentare della Ue ammonta quindi a 239,5 miliardi di euro, per un aumento del 6,1% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

L’export verso gli Stati Uniti sale del +15%

Questi dati riflettono un’eccedenza complessiva del commercio agroalimentare equivalente a 51 miliardi di euro per i primi nove mesi del 2021, pari a un aumento del 17% rispetto allo stesso periodo del 2020. La crescita maggiore delle esportazioni si registra verso gli Stati Uniti, per un aumento del 15%, principalmente grazie alle esportazioni di prodotti quali vino, acquaviti e liquori, ma anche cioccolato e dolciumi. In aumento anche le esportazioni verso la Corea del Sud, in virtù delle eccellenti performance del vino, della carne suina, del frumento e del frumento segalato, e le esportazioni verso la Svizzera.

Import: l’aumento maggiore è per i prodotti provenienti dal Brasile

Quanto alle esportazioni agroalimentari verso il Regno Unito nel 2021 hanno per la prima volta superato l’importo del corrispondente periodo dell’anno precedente, aumentando di 166 milioni di euro. Si segnalano al contrario riduzioni significative del valore delle esportazioni verso l’Arabia Saudita, Hong Kong e Kuwait.
Per quanto riguarda le importazioni agroalimentari, l’aumento maggiore è stato registrato per i prodotti provenienti dal Brasile, le cui importazioni sono cresciute di 1,4 miliardi, con un aumento del 16 % rispetto allo stesso periodo del 2020. In crescita anche le importazioni da Indonesia, Argentina, Australia e dall’India.

I più esportati: vino, acquaviti, liquori, olii di colza girasole, cioccolato e pasticceria

Per contro, diminuzioni considerevoli sono state rilevate nelle importazioni da diversi paesi, tra le quali la più significativa è la diminuzione di 2,9 miliardi, pari al 27%, delle importazioni provenienti dal Regno Unito, seguita da quelle provenienti da Stati Uniti, Canada, Nuova Zelanda e Moldavia.
Per quanto concerne le categorie di prodotti, riferisce Italpress, il periodo gennaio-settembre 2021 ha registrato un forte aumento dei valori di esportazione di vino, acquaviti e liquori. Altri significativi aumenti del valore delle esportazioni sono stati osservati per gli olii di colza e di girasole, il cioccolato e la pasticceria. Sono viceversa diminuite considerevolmente le esportazioni di alimenti per bambini e di frumento.

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Crescono fatturato e posti di lavoro delle imprese italiane

Sace, la società del gruppo italiano a partecipazione pubblica Cassa Depositi e Prestiti, fa crescere il fatturato delle imprese italiane, e sostiene l’aumento anche dei posti di lavoro. Nel 2019 il contributo di Sace sulle imprese italiane ha infatti generato 13,8 miliardi di euro di fatturato addizionale, e oltre 40 mila posti di lavoro. Inoltre, le aziende che hanno beneficiato degli strumenti di Sace, di Simest e della controllata Sace Bt, hanno generato ulteriori 26 miliardi lungo le rispettive filiere produttive. La conferma arriva dai risultati emersi dall’analisi d’impatto economico e sociale realizzata dall’ufficio studi di Sace insieme a Prometeia. Lo studio è stato condotto su oltre 23mila operazioni, che hanno coinvolto 8.360 imprese attive in 162 Paesi, e mobilitato oltre 163 miliardi di risorse tra il 2005 e il 2019.

Un beneficio anche per l’export

Dall’analisi di Sace emerge che il numero di operazioni è passato dalle circa mille del 2008 alle oltre 2 mila del 2019, mentre il numero di imprese clienti è più che raddoppiato, passando dalle 500 del 2008 alle oltre 1.300 nel 2019, di cui il 75% sono Pmi. E a beneficiarne di più è l’export: secondo l’Istat dal 2010 al 2019 il numero degli esportatori nazionali è aumentato del 3,4%, rispetto al 22,5% registrato tra le imprese clienti di Sace e Simest.  Tra i settori spicca la meccanica strumentale, con oltre il 30% delle imprese, in particolare dei comparti macchine, moda, costruzioni e alimentare. Rilevanti però risultano anche i comparti ad alta intensità tecnologica e dei mezzi di trasporto. Per Sace Bt si evidenziano i settori più legati al consumo, come ad esempio agroalimentare, moda e distribuzione.

In forte crescita i settori del Made in Italy

Negli ultimi due anni si conferma poi anche la forte crescita delle imprese appartenenti ai settori del Made in Italy (agroalimentare e sistema moda).
Per quanto riguarda la distribuzione a livello territoriale è il Nord-Est a guidare la classifica, con Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, che rappresentano il 58% delle imprese. Al Sud si distinguono Campania, Puglia e Sicilia. Quanto alla destinazione delle strategie di internazionalizzazione, tra il 2015 e il 2019 le principali geografie di riferimento sono state il Brasile, gli Emirati Arabi Uniti e la Russia. Solo nel 2019, anche l’India ha avuto un ruolo in primo piano.

Gli strumenti di Sace, Simest e Sace Bt

Nello specifico, gli strumenti analizzati hanno riguardato l’export credit di Sace (volto a proteggere dal rischio insolvenza e diviso in credito fornitore, credito acquirente e documentario), le garanzie Sace per facilitare l’accesso al credito e migliorare la competitività nelle gare d’appalto internazionali, e gli strumenti di sostegno degli investimenti diretti esteri. Il factoring estero per garantire liquidità alle imprese, con strumenti per la patrimonialità, patrimonializzazione ed export credit sono stati messi in campo da Simest. Invece, per Sace Bt l’analisi ha considerato la polizza globale, che consente alle imprese di assicurare l’intero fatturato dilazionato, e la sviluppo export, dedicata all’attività internazionale della clientela.

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Natale 2021: quest’anno sotto l’albero meglio una gift card

Con il lockdown abbiamo scoperto la comodità dell’e-commerce, e lo shopping affollato vale solo per guardare le vetrine e farsi venire un’idea. Infatti sotto l’albero mettiamo una gift card, il nuovo modo di fare il regalo di Natale. Un tipo di regalo che quest’anno sta riscuotendo molto successo anche in Italia, per lasciare la libertà a chi lo riceve di spendere i soldi come meglio crede. A Natale quest’anno gift card per ogni tema, quindi, come ovviamente l’abbigliamento, ma anche un buono per supermercati e addirittura farmacie, che con l’emergenza sanitaria sono considerate quasi come una ‘seconda casa’ tanto vengono frequentate.

La lista doni punta sui ‘pensierini’ e sullo star bene 

Con la precarietà, che ormai anche inconsapevolmente ci è entrata dentro, anche i tradizionali doni di Natale mutano di conseguenza. Si punta a pensierini più che fantasmagorici pacchi, poiché alle incertezze economiche si è aggiunto il timore dei rincari delle bollette, e tutto va nella direzione di non dilapidare denaro inutilmente. Perlomeno, nella media dei comportamenti degli italiani. Al centro di tutto c’è poi il tema dello star bene. Tutto ciò che ha a che fare con il benessere è il regalo trend dell’anno, dagli oggetti per il fitness ai libri di meditazione, e dal beauty rigenerante alle candele per la casa, un successo che fa aprire negozi monotematici in tutta Italia. Ma è soprattutto il regalo a tema food a impazzare. Regalare forniture di olio, bottiglie di vino con etichette preziose, panettoni artigianali, cioccolato di alta pasticceria, salumi e formaggi con marchi di garanzia, nel nuovo spirito di ‘godiamoci le piccole gioie della vita’, sono quanto fa più piacere donare e ricevere.

Trattarsi bene con un buon pasto gourmet

E se qualcosa di alimentare si è sempre regalato, magari come un plus, oggi si è capito che vogliamo trattarci bene con le cose, che pur nell’era del Covid, sono rimaste preziose, come appunto un buon pasto gourmet. Si acquista sui siti e-commerce dei produttori oltre che nei grandi motori di ricerca, oppure nei negozi boutique. Soldi spesi bene, visto che almeno accontentano il palato. Se poi sono legati a qualche iniziativa solidale abbiamo fatto bingo. Sono infatti innumerevoli i dolci, i panieri salati di ogni tipo legati a sostenere qualche associazione.

Nella lettera per Babbo Natale anche gli attrezzi per la cucina laboratorio

Ma che il cibo sia diventato il cuore ‘anche’ del Natale lo si evince dal boom di mini elettrodomestici dedicati, gettonatissimi come regali di Natale nel 2021, riporta Ansa. Dal soup maker per zuppe calde alla friggitrice ad aria, dai sofisticati robot ai food processor al mini frullatore, anche con forme divertenti e stilose da mettere in borsa per realizzare all’occorrenza frullati, nella lettera per Babbo Natale quest’anno gli attrezzi per la cucina laboratorio sono in cima alla lista.

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Terziario lombardo, crescono i Servizi ma rallenta il Commercio al dettaglio

Unioncamere Lombardia ha pubblicato i dati congiunturali del terzo trimestre 2021 relativi al terziario lombardo. In particolare, se per i Servizi i dati rilevano un incremento del +5,5% sostenuto dai prezzi, al contrario, il Commercio al dettaglio si ferma al -0,2%. I risultati del terziario lombardo nel terzo trimestre dell’anno evidenziano quindi un quadro complessivo contrastante, anche se gli elementi positivi sembrano prevalere e le aspettative degli imprenditori sono compatibili con un trend di crescita.
“Come Regione rimane l’impegno di mettere in campo tutto il sostegno possibile con misure concrete”, dichiara Guido Guidesi, assessore allo sviluppo economico di Regione Lombardia. Nelle prossime settimane usciranno infatti alcuni bandi, come ‘Nuova Impresa’ e ‘Attività Storiche’, dedicati alle attività più colpite dalla crisi pandemica.

Servizi, un percorso di crescita robusto

Nei servizi il fatturato mostra un incremento elevato su base annua (+15,9%), condizionato dai bassi livelli di attività che avevano caratterizzato il 2020, tuttavia il percorso di crescita è robusto, come conferma la variazione sul trimestre scorso (+5,5%). L’incremento del fatturato è sostenuto anche dall’accelerazione dei prezzi di vendita (+1,8%), particolarmente evidente nel commercio all’ingrosso. Il terzo incremento congiunturale positivo consecutivo permette quindi all’indice Unioncamere Lombardia del fatturato di toccare quota 107, colmando il divario con i valori pre-crisi. Qui, servizi alle imprese e commercio all’ingrosso toccano i massimi storici, mentre alloggio, ristorazione e servizi alle persone non hanno ancora recuperato i livelli del 2019.

Commercio al dettaglio, si spera in una chiusura positiva dell’anno

Nel commercio al dettaglio il fatturato aumenta del +4,2% su base annua, ma la variazione congiunturale evidenzia invece un andamento stagnante (-0,2%). Le indicazioni che si ricavano dal quadro degli altri indicatori sono tuttavia incoraggianti: le giacenze di magazzino sono a livelli minimi e gli ordini ai fornitori sono ancora in espansione. La fiducia degli imprenditori appare però molto elevata, e lascia sperare in una chiusura positiva dell’anno. Il numero indice di Unioncamere Lombardia del fatturato si attesta a quota 88,8, in linea con i valori che avevano caratterizzato il 2019. Minimarket e supermercati proseguono il trend positivo su livelli di attività superiori a quelli di due anni fa, mentre gli esercizi non alimentari, pur in significativo recupero, non hanno ancora chiuso il gap rispetto ai valori pre-crisi.

Sostenere il sistema economico regionale

“Si sta confermando la crescita dei servizi, e anche il quadro del commercio al dettaglio, sebbene ancora un po’ incerto, sembra orientato in senso positivo – commenta Gian Domenico Auricchio, Presidente di Unioncamere Lombardia -. Stiamo monitorando la situazione con attenzione, perché la ripresa del terziario dopo la crisi è adesso un tassello fondamentale per sostenere il sistema economico regionale”.
Anche il settore del commercio, tra quelli che maggiormente ha pagato le chiusure imposte dal Governo, mostra segnali incoraggianti. Secondo Guido Guidesi, “Il grande sacrificio dei commercianti lombardi e il supporto pubblico stanno dando i risultati auspicati”.

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La tecnologia? Riduce le diseguaglianze

La tecnologia non solo è utile, anzi fondamentale nella vita quotidiana, ma è pure “buona”. Ne sono convinti gli italiani, che ritengono che il progresso tecnologico possa accorciare le distanze, ridurre le diseguaglianze e l’impatto ambientale. A dirlo è una recente ricerca condotta da Samsung in collaborazione con il Politecnico di Milano che evidenzia che il 62% degli intervistati considera che il digitale possa contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale, il 49% lo reputa motore di progresso sociale e il 47% strumento per la riduzione delle disuguaglianze e la promozione di una società più inclusiva ed equa. 

La smart home per un mondo più green

In base al punto di vista sul digitale espresso dagli italiani, si scopre poi che per i nostri connazionali la smart home è cruciale per la riduzione degli impatti sull’ambiente. Il 54% degli intervistati associa infatti la casa intelligente alla possibilità di controllare e ridurre i consumi, il 37% ritiene che, grazie a una casa connessa, sia possibile rendere la propria vita domestica più sostenibile. Ma la sostenibilità è anche tra le caratteristiche ritenute più rilevanti per una città intelligente, perché per il 48% degli intervistati la Smart City deve rispecchiare l’idea di un luogo sostenibile nel pieno rispetto del pianeta e delle esigenze del singolo.

Attenzione alla salute

Ma le nuove tecnologie, sempre secondo i nostri connazionali, non fanno bene solo all’ambiente, ma anche alla salute. Sono percepiti infatti particolarmente utili le modalità e i dispositivi volti al miglioramento delle aspettative di vita attraverso strumenti per monitorare il benessere fisico e la salute e le tecnologie per la sicurezza personale. La diffusione di dispositivi per la salute risulta di interesse per il 58% degli italiani. Oltre a quello fisico, le tecnologie innovative contribuiscono anche al benessere della mente: secondo la ricerca di Samsung e del Politecnico anche il settore dell’istruzione può trarre grande miglioramenti dallo sviluppo di novità tech, che hanno la capacità di rivoluzionare la didattica attuale e di farla progredire verso un approccio più ibrido. L’87% degli intervistati è fiducioso che la tecnologia impatterà positivamente la qualità dell’istruzione. Inoltre gli italiani auspicano un cambiamento radicale negli scenari didattici futuri: ad esempio il 30% del campione immagina una didattica dove la realtà aumentata consentirà di seguire lezioni in aula o da remoto completamente immersive e interattive. Infine, conclude la ricerca, un terzo degli intervistati è “convinto che il digitale avrà sempre più una funzione di motore dell’occupazione, se supportato da una maggiore diffusione delle competenze adeguate e dallo studio delle Stem (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), indispensabili per poter sfruttare appieno i benefici delle nuove tecnologie”.

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Imprese attive in Lombardia: ai massimi il numero del decennio

Anche nel terzo trimestre 2021 prosegue l’espansione del tessuto imprenditoriale lombardo. Il numero di imprese registrate all’anagrafe delle Camere di Commercio lombarde sale infatti a 959.861, l’1,2% in più su base annua, mentre le posizioni attive sono 823.609 (+1,5%). I valori hanno quindi recuperato i livelli pre-crisi, superando anche le percentuali che avevano caratterizzato l’ultimo decennio per le imprese attive. Si tratta dei dati emersi dal report sulla demografia di impresa in Lombardia nel terzo trimestre 2021 di Unioncamere Lombardia. Secondo il report l’andamento positivo è legato a vari fattori, e al loro impatto nel periodo di emergenza sanitaria sulle dinamiche della natimortalità.

Nel 2021 le iscrizioni tornano ai livelli pre-Covid

Nel 2020 le misure di contenimento della pandemia avevano comportato un forte calo sia delle iscrizioni sia delle cessazioni, con una diminuzione più marcata sugli ingressi che aveva determinato un calo dello stock. Nel 2021 le iscrizioni si sono rapidamente riportate sui livelli pre-Covid, mentre le cessazioni sono rimaste su valori inferiori, anche per il protrarsi delle misure di sostegno da parte delle istituzioni che hanno di fatto disincentivato le chiusure. Questa tendenza è confermata nel terzo trimestre 2021, che registra un numero di iscrizioni (10.632) in linea rispetto allo stesso periodo del 2019, e un numero di cancellazioni (7.193) che risulta invece ancora inferiore di circa 2 mila movimenti.

Da servizi e costruzioni il maggior contributo alla crescita

I principali contributi alla crescita del numero di imprese attive provengono dai servizi (+3,1% su base annua) e dalle costruzioni (+2,3%). Nel primo caso si tratta della conferma della progressiva terziarizzazione dell’economia, fenomeno in corso da molti anni, mentre per l’edilizia l’incremento è frutto del periodo favorevole che il settore sta attraversando dopo una lunga crisi. La ripresa delle costruzioni è correlata all’inversione di tendenza registrata nel 2021 dalle imprese artigiane (+0,5%; terzo segno positivo consecutivo), dove il comparto edile rappresenta il 40%. Variazioni positive si riscontrano anche nelle attività di alloggio e ristorazione (+0,8%) e nel commercio (+0,5%).

Si riaccende la voglia di fare impresa

“La ripresa in corso ha riacceso la voglia di fare impresa in Lombardia, anche in settori, come l’edilizia e l’artigianato, reduci da lunghi anni di crisi, e questi dati sono indubbiamente positivi – dichiara il presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio -. Non è per ora possibile misurare il pieno impatto dell’emergenza sanitaria sul tessuto imprenditoriale lombardo, che grazie alle misure di sostegno non ha ancora avuto l’emorragia di imprese che si è temuta da più parti”.

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Gli studenti vogliono (ancora) la didattica ibrida, ma le università non investono nella tecnologia necessaria

La pandemia ha cambiato profondamente l’offerta didattica delle università, che si sono organizzate rapidamente per offrire insegnamenti in modalità ibrida e la partecipazione ai corsi online. Tuttavia, dopo oltre 18 mesi, uno studio commissionato da Sony Professional Displays and Solutions evidenzia che quello che è stato fatto non basta e che sono necessari maggiori investimenti nelle tecnologie digitali per supportare gli studenti nell’ambiente didattico, in classe come da casa.

Quasi la metà degli studenti è insoddisfatta

Da quanto emerge dalla ricerca, il 49% degli intervistati afferma che l’infrastruttura IT attuale fornita dagli atenei non offre un’esperienza di qualità per la didattica ibrida o a distanza. Ciononostante, soltanto un terzo dei decision maker IT delle università europee (ITDM) intervistati da Sony considera gli investimenti nelle tecnologie per la didattica a distanza una priorità assoluta. Dai risultati del sondaggio di Sony è emerso, inoltre, che la mancanza di investimenti costringe gli studenti a ricorrere a risorse proprie per colmare le lacune tecnologiche istituzionali, con più del 65% degli studenti che ha investito fino a 578€ soltanto nell’anno scolastico in corso.

Il futuro? Ibrido!

La didattica a distanza e la didattica ibrida ci accompagneranno anche in futuro e sicuramente non c’è ragione per tornare indietro, al pre-Covid. Il problema però è come. A questo proposito, secondo i dati raccolti dalla ricerca il 79%degli studenti sostiene che l’esperienza universitaria sarebbe migliore se venissero investite risorse nelle tecnologie per l’apprendimento online e ibrido. Oltre un terzo degli studenti (34%) si sente isolato e disconnesso dagli altri compagni, a ulteriore conferma della necessità di agevolare e supportare la collaborazione e il collegamento tra studenti attraverso la tecnologia.
“In Sony, riteniamo che la tecnologia sia fondamentale per rendere le lezioni più coinvolgenti, supportare i docenti e aiutare gli studenti a ottenere risultati migliori -, ha affermato Alexandra Parlour, Education Marketing Manager, Sony Professional Displays and Solutions -. Attraverso l’adozione di strumenti digitali semplici ma efficaci, gli atenei di tutto il mondo hanno la straordinaria possibilità non solo di garantire la continuità didattica, ma anche di restare competitivi”.

Obiettivi non allineati

Mentre la vasta maggioranza dei decision maker IT ritiene  che gli istituti debbano fare di più per supportare gli studenti modificando gli ambienti didattici (92%), i dati del sondaggio evidenziano pure che le loro priorità spesso non sono allineate con quelle riportate dagli studenti. Ad esempio, oltre tre quarti (78%) degli studenti hanno affermato che la tecnologia AV, come display smart collaborativi e proiettori, sono importanti, a prescindere dalla tipologia di didattica, mentre solo il 40% dei decision maker intervistati ha affermato di voler investire in queste tecnologie nei prossimi cinque o dieci anni.

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Industria 4.0, un mercato da oltre 4,5 miliardi di euro

Il mercato italiano dell’Industria 4.0 nel 2020 ha raggiunto un valore di 4,1 miliardi di euro, con una crescita dell’8%, trainata soprattutto dalle tecnologie IT, che rappresentano l’85% della spesa contro il 15% delle OT (Operational Technologies). Anche se la crescita del mercato è stata inferiore alle previsioni formulate nel 2019 (+20%), ugualmente è stata molto positiva, se si considera che le stime effettuate durante il primo lockdown delineavano un calo del 5%. Sono alcuni risultati della ricerca dell’Osservatorio Transizione Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano, presentata durante il convegno online ‘L’Industria 4.0 in un mondo che cambia’.

Analisi della spesa

Gli investimenti delle imprese manifatturiere si concentrano prevalentemente in progetti di connettività e acquisizione di dati (IoT), che valgono 2,4 miliardi di euro e il 60% della spesa, e negli Industrial Analytics, con 685 milioni e il 17% del mercato. Il resto della spesa in soluzioni 4.0 si suddivide fra Cloud Manufacturing (390 milioni, 8%), servizi di consulenza e formazione (275 milioni, 7%), Advanced Automation (215 milioni, 5%), Additive Manufacturing (92 milioni, 2%) e Advanced Human Machine Interface (57 milioni, 1%).

Le previsioni per il 2021

Le previsioni per il 2021 indicano un’ulteriore accelerazione della spesa, a un tasso compreso fra +12% e +15%, superando i 4,5 miliardi di euro, spinta in particolare da Cloud Manufacturing (+25-30%), Advanced Automation (+15-20%) e Advanced HMI (+12-18%), mentre si stimano incrementi meno sostenuti per Industrial IoT (+9-14%), Advanced Analytics (+12-16%) e Additive Manufacturing (+6-12%). Continua poi la crescita dei servizi, per i quali si prevede un aumento del 10-15%.

Le applicazioni più diffuse sono le soluzioni di Industrial IoT

Quanto alle applicazioni, sono circa 1.400 le applicazioni di Industria 4.0 utilizzate dalle imprese manifatturiere, il 28% in più rispetto al 2019. Le più diffuse sono le soluzioni di Industrial IoT, pari a un quarto del totale (380, +31%), spesso combinate con algoritmi di Analytics e AI. Seguono le tecnologie Advanced HMI, come i wearable e le interfacce uomo-macchina per acquisire e veicolare dati in formato visuale, vocale e tattile (286, +15%), Advanced Automation (241, +5%), cioè i sistemi di produzione automatizzati come i robot collaborativi, Industrial Analytics, le applicazioni più in crescita (200, +39%), focalizzate sulla previsione delle prestazioni degli assetti industriali e dei processi produttivi, Cloud Manufacturing (140, +33%), utilizzate soprattutto per il monitoraggio e la diagnostica degli impianti industriali da remoto, e Additive Manufacturing (125, +30%), nota anche come Stampa 3D e diffusa principalmente nei settori automotive e aerospaziale.

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