Acquisti: abitudini digitali ed esperienze reali di Gen Z e Gen Alpha

Quali fattori permetteranno ai brand di attirare i consumatori di domani, gli appartenenti alla Gen Z e alla giovanissima Generazione Alpha? Riscoperta e nuovo ruolo del negozio fisico in ottica multicanale, sostenibilità sociale e ambientale come value proposition, e nuove chiavi di coinvolgimento dei clienti, dagli assistenti vocali al metaverso. Sono queste le tendenze evidenziate dalla ricerca L’evoluzione del Consumer Engagement di domani, condotta dagli studenti del MAFED di SDA Bocconi, e promossa da Salesforce. Di fatto, il negozio fisico diventerà un centro di esperienza, non più necessariamente di acquisto. Il 53% dei Gen Z acquista ancora in negozio, un’abitudine che continua anche tra i Gen Alpha, che vedono però sempre meno una linea di demarcazione netta tra e-commerce e shopping fisico.

Dai commessi ai ‘manager di aspettative’

Nei negozi di domani, i commessi non saranno più semplici store assistant, ma sono destinati a diventare ‘manager di aspettative’, in grado di fornire un vero e proprio servizio di consulenza personalizzato. E se prima la sostenibilità era ritenuta un ‘nice to have’, adesso è una condizione necessaria, e per le nuove generazioni è scontato che i brand da cui acquistano abbiano un forte commitment in termini di sostenibilità ambientale e di sostenibilità sociale. Tuttavia, per i più giovani il costo in più della sostenibilità deve essere parte della value proposition del brand, e non un markup a carico del cliente.

I brand devono avere un’identità sonora

Cresciuti con una stimolazione multisensoriale rispetto all’universo digitale (vedi gli assistenti vocali come Alexa o Google Assistant), i giovanissimi si aspettano che anche i brand abbiano un’identità sonora. Questo per i brand significa necessariamente dover dare nuova importanza anche alla capacità di costruire stimoli basati sul senso della voce, anche per la modalità di acquisto e assistenza.
Inoltre, la realtà dev’essere aumentata anche per il brand. Il metaverso, e le nuove piattaforme di gaming e di AR/VR diventano quindi essenziali. Non solo per saper comunicare con le generazioni più giovani, ma anche perché danno alle aziende la possibilità di creare prodotti digitali fondamentali per creare awareness. Ad esempio, collezioni in edizione limitata da mettere in vendita solo in alcuni negozi.

Dalla velocità nelle consegne al second-hand

Dalla velocità nelle consegne all’importanza crescente del second-hand fino alla necessaria trasparenza dei programmi di fidelizzazione, i marchi della moda e del lusso devono imparare a intercettare i trend di cui le nuove generazioni non possono più fare a meno. Le nuove generazioni hanno un tempo di attenzione sempre più limitato, per loro il concetto di e-commerce coincide con il concetto di consegna immediata. Per il 42% dei Gen Z, poi, il reselling è una pratica consueta.  E le nuove generazioni identificano la community anche con la possibilità di fare scambi, noleggi o vendite di prodotti second-hand. Una modalità di sharing di abiti, o accessori e prodotti che fanno parte della loro vita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.