Trasformazione digitale: occorre accelerare l’evoluzione delle Pmi

Nel percorso verso il recupero della competitività per le Pmi italiane l’evoluzione digitale rappresenta una grande opportunità per crescere o tornare a crescere.
Se la pandemia ha contribuito a imprimere un’accelerazione nell’adozione della tecnologia da parte di aziende e professionisti, è fondamentale quindi aiutare le Pmi a sviluppare competenze necessarie, evolvere i propri processi e capire come trarre il massimo beneficio dalle nuove tecnologie. È quanto emerge dall’Osservatorio PMI di American Express, in collaborazione con BVA Doxa, che evidenzia come negli ultimi due anni la maggior parte delle Pmi (66%) dichiari di avere subito perdite, pari addirittura a un quarto del business.

Smart working ed e-commerce aiutano le imprese
Durante la pandemia, aziende e professionisti hanno continuato a essere produttivi soprattutto grazie allo smart working. Il 48% delle Pmi è ricorsa a questa modalità proprio in relazione all’epidemia: solo il 6% del campione aveva già programmato di implementare il lavoro agile. Il 31% delle aziende ha rivisto anche i processi interni finalizzati alla digital transformation, e quanto all’utilizzo dell’e-commerce, nonostante il 48% dichiari di svolgere attività di export e il 19% è intenzionato a farlo in futuro, risulta contenuto. Di fatto il 17% delle aziende fa ricorso al commercio elettronico e 2 aziende su 10 sono interessate a implementare il commercio online. Un dato raddoppiato per le aziende operanti nel commercio.

Investimenti tecnologici: per il 60% meno di 10.000 euro l’anno
Per accelerare la digital transformation è fondamentale incrementare gli investimenti dedicati alla tecnologia. Secondo quanto dichiarato dalle imprese, il 60% alloca meno di 10.000 euro all’anno per le dotazioni digitali, il 30% da 10.000 a 20.000, e solo l’8% oltre 30.000 euro. Gran parte di questi investimenti in tecnologia vengono però dedicati alla gestione digitalizzata dei documenti (70%) e ai social media (62%), considerati anche gli strumenti digitali più utili (64%).
Gli investimenti vengono destinati poi all’e-Government e alle interazioni online con le PA (51%), alla cybersecurity (50% e alle tecnologie cloud (40%).

La comunicazione digitale è “social”
Il 98% delle Pmi ha almeno un canale di comunicazione digitale. In particolare, il 96% un sito o un’app aziendale, e il 68% un profilo social, che però vengono utilizzati prevalentemente per far conoscere il proprio brand e i propri servizi e non per aumentare il business. Probabilmente è per questo che il canale social più utilizzato dalle Pmi sia Facebook (91%), seguito da Instagram (36%), Linkedin (28%), e YouTube (4%). Permane però ancora un 11% di imprese prive di un sito Internet. Quasi un’azienda su due (44%) ha invece fatto investimenti in campagne digital, e per il 36% si tratta di un’esperienza degli ultimi 2 anni, mentre un ulteriore 13% è interessato a fare comunicazione digital.

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